E’ tra i più importanti Musei della regione, a due passi dal Castello costruito nell’840 per difendere la città dalle incursioni saracene e largamente rimaneggiato nel 1541 da Carlo V. E’ il Museo Archeologico nazionale di Crotone, aperto al pubblico nel 1968 e con un allestimento che risale ai primi anni 2000.

Si tratta di un vero e proprio scrigno che contiene, cronologicamente, le principali tappe storiche dell’antica città greca di Kroton, a partire dai rapporti con le comunità indigene preesistenti al momento della fondazione (seconda metà dell’VIII secolo a.C.), attraverso la storia dei suoi atleti, medici e filosofi, fino alla tarda antichità.

Il secondo piano offre una panoramica sugli insediamenti del territorio, KrimissaPeteliaMakalla, aree geografiche ricche di tradizioni mitiche e legate a culti fondamentali per la polis greca (Sirene, Filottete, Apollo Alaios). Il percorso espositivo prosegue con una sezione dedicata ai principali santuari della città. Tra i santuari particolare riguardo è riservato a quello della dea Hera Lacinia presso Capo Colonna, nelle sale del Museo è contenuto il suo tesoro e sono sconvolgenti per la loro bellezza un diadema aureo e un’affascinante quanto misteriosa barchetta nuragica realizzata in bronzo. 

Ma spiccano anche il frammento di una coppa a figure nere sovradipinte (VI sec. a.C.), con due personaggi barbati, armati di lancia, con copricapo a turbante, affrontati ai lati di un tripode monumentale.

Fonte: News&Com